MA QUANTI COSTI!

costi per un imprenditore

Molte volte ci sembra di essere letteralmente schiacciati dai costi. Dobbiamo sostenerli per luce, affitto o rata di mutuo dell’ufficio, riscaldamento, formazione, personale . . . 

Insomma quando ci si trova a fare due conti in tasca sembra sempre di lavorare per riuscire a coprire le spese e che non resti nulla nelle proprie tasche.

Non posso darti la ricetta magica per far esplodere il tuo business, ma avere una maggior consapevolezza delle proprie uscite aiuta a capire come indirizzare meglio la tua attività.

Ma da dove partire?

Il primo passo è sedersi prendere carta e penna, o per i più il pc, un buon caffè.

Credo che il tutto si possa ridurre a 3 semplici passaggi:

1 STEP

Prendi tutte le ricevute, fatture (cartacee ed elettroniche, sia attive che passive), bollette, che hai e dividiamoli in entrate ed uscite. 

Questo ti permetterà già di avere un macro-gruppo e ad iniziare a dare una struttura, anche mentale, a tutto il lavoro che faremo nei prossimi passi.

Non farti spaventare se hai un “bel mucchietto” di passivo e giusto un paio di fatture attive. E’ normale. E poi, è più importante guardare i totali.

Visto che questo articolo è dedicato ai costi, passiamo subito al passo successivo.

2 STEP

Mentre le entrate sono entrate e una volta fatto il totale possiamo tenerle da parte, per i costi è necessario fare una distinzione.

Infatti esistono 2 grandi categorie di costi: costi fissi e costi variabili.

Costi fissi: sono quei costi sostenuti da una società o ditta individuale che non variano al variare della quantità prodotta. Il valore dei costi fissi resta invariato indipendentemente dal fatto che si decida o meno di interrompere l’erogazione dei bene e servizi.

Costi variabili: sono quel tipo di costi sostenuti da una società o ditta individuale che varia al variare del volume di produzione. 

Voglio darti degli esempi pratici per poterti aiutare a suddividere quel bel mazzetto che hai in mano di scontrini, ricevute e fatture.

Come abbiamo detto poco fa, i costi fissi sono questi costi che non cambiano. Costi che devi comunque sostenere a prescindere da quanto fatturi a fine mese. Ad esempio, mi immagino alcuni dei miei clienti, molti dei quali liberi professionisti come avvocati e commercialisti, devono sostenere costi relativi all’ufficio: affitto o mutuo, luce, telefono, riscaldamento, computer e, ovviamente un server adeguato, stampante.

Io inserisco qui, e ci tengo a farlo, anche la formazione. Infatti senza un metodico aggiornamento e una regolare formazione non è possibile stare sul mercato; specialmente per una professione come la mia dell’assistente virtuale.

Mentre i costi variabili, cosi come detto qualche riga più in alto, sono costi che possono e che devono variare in relazione al tuo fatturato.

costi totali sono dati dalla somma di costi variabili e costi fissi.

Come si vede bene dal grafico qui sopra, al “tempo 0”, quindi all’inizio dell’attività è già presente un costo fisso che rimane costante nel tempo, mentre il costo variabile varia appunto con l’aumentare del tempo.

Ho voluto inserire anche il costo totale per rendere più completo il grafico. Il costo totale è dato dalla somma di tutti i costi fissi ai costi variabili.

3 STEP

Arrivati a questo punto, hai ben chiaro cosa è un costo fisso e uno variabile.

Somma i tuoi costi mantenendo la separazione tra fissi e variabili.

Adesso con questi dati alla mano e grazie anche a questo grafico potresti fare le giuste valutazioni per incrementare il tuo business, ovvero ci sono dei costi fissi che possono essere abbassati o tolti?

Affrontare con il giusto approccio questa valutazione dei costi ti poterà solo benefici. Infatti avere nero su bianco in prima linea quelli che sono i costi che devi sostenere ti aiuterà ad avere una cornice entro la quale poterti muovere e fare le giuste valutazioni per il tuo business.

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