IL NUOVO MODO DI LAVORARE DELLE MAMME

Qualche mese fa, sul sito di Mary Tommaso, Antonella Cafaro ha scritto un bellissimo articolo su quanto forse perfetto questo lavoro per tante mamme.

Ho pensato di raccontarvi quali sono per me tutti i punti di forza dell’assistente virtuale e cosi, possiamo conoscerci un pò di più.

Il tutto è iniziato verso la fine del 2017. La fine di questo anno è stata veramente una centrifuga di avvenimenti e emozioni, mi sembrava di essere su una giostra impazzita.

Ma cerchiamo di dare un pò di ordine…

Lavoravo presso uno studio di consulenza del lavoro; il lavoro mi piaceva e mi piacevano tutte le ragazze del mio studio e dell’altro con il quale si collaborava e si dividevano gli spazi.

Ma uno degli aspetti che davvero iniziava a pesarmi era la distanza. Per andare al lavoro impiegavo un ora la mattina e un ora la sera. Era davvero un viaggio! Se si fanno due calcoli veloci, si capisce che io buttavo via 10 ore alla settimana solo per spostarmi, andare e tornare dal lavoro.

In dieci ore potevo e posso fare infinità di attività con Edoardo, il mio bimbo che adesso ha 2 anni, impegni personali e di casa.

A dicembre il consulente mi avvisa che, per diverse motivazioni, avrebbe sciolto la società. Inizialmente mi sono sentita completamente smarrita e impaurita. Avrei dovuto trovare un nuovo posto di lavoro e per molti ormai ero troppo “anziana”, 33 anni con un figlio e in attesa del secondo, che poi, purtroppo, ho perso.

Allora è iniziata una ricerca folle e senza sosta di un lavoro alternativo. Un lavoro che mi permettesse di mettere a frutto le mie competenze sudate sui libri di università e imparate in anni di lavoro.

Ma cosa?

Avevo dei punti molto chiari:

  • Il lavoro doveva essere il più vicino possibile, meglio se in casa. Avevo già speso 10 ore alla settimana per 6 anni. Un’infinità!
  • Cercavo qualcosa che fosse mio. Mi spiego: non voglio vendere o pubblicizzare qualcosa degli altri, volevo e voglio investire su me stessa, sulle mie capacità e sulla mia esperienza. Insomma, anni di studio, notti in bianco sui libri, ansie da esami e altrettanti anni presso liberi professionisti dovevano pur contare qualcosa.
  • Volevo un lavoro che mi permettesse di dedicarmi a mio figlio. La sua crescita e la sua salute non possono e non voglio demandarle a nessuno. Anche perchè, siamo sinceri, c’è sempre qualcosa che non va se fatto dagli altri.

Non riuscivo a trovare quello che cercavo, ma non avevo proprio intenzione di lasciar perdere.

Una sera mio marito mi dice che una sua conoscente lavora da casa per dei professionisti. Mi si sono illuminati gli occhi, vedevo sempre più fattibile quello che desideravo.

Da quel momento ho iniziato a cercare sempre più informazioni su questa professione chiamata “Assistente Virtuale” e non mi sembrava vero: rispettava tutti quelli che erano i miei punti.

Ed eccomi qui, a realizzare un lavoro che fino all’anno scorso non pensavo esistesse, ma di cui avevo un disperato bisogno. Sul mio sito c’è un articolo su chi è l’assistente virtuale, dateci un’occhiata! 😉

Comments 2

  1. per alcune scelte ci vuole coraggio: hai fatto benissimo a definire le tue nuove priorità con la nascita della tua nuova te mamma. Condivido il tuo punto di vista ed è per questo che ho lasciato (un po’ a malincuore) il mio lavoro “sicuro” a tempo indeterminato nell’ufficio in cui lavoravo da ben 16 anni. Con la nascita del mio terzo figlio, ho preso la mia vita e l’ho adattata a ciò che realmente volevamo tutti e 5. Mi sono “inventata” un lavoro sfruttando la mia esperienza e le mie competenze, un lavoro che non è a tempo indeterminato e mi appassiona moltissimo. così sono diventata padrona del mio tempo. ^.^

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      Io avevo proprio paura, ma si è dimostrata la scelta più giusta per me, per Edoardo e per la mia famiglia. Non potrei chiedere niente di diverso!

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